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La digitalizzazione del post stampa: la finitura digitale!

Nel 2019 in Italia, si sono stampati in digitale quasi 16 miliardi di pagine (A4 o equivalenti). I fatturati di vendita come servizi e consumabili, sono stati pari a 116 milioni di euro. In crescita di oltre l’8% su base annua. Se le macchine hanno bisogno di interventi di manutenzione e gli stampatori di acquistare altri inchiostri e consumabili significa che per quanto si stampi in tirature più basse, si continua a stampare tanto.

I dati sulla stampa digitale sono il dato concreto di come si sta muovendo il mercato. Sempre più necessario dunque per uno stampatore dotarsi di sistemi di post stampa digitali e più ancora di un ecosistema digitale.

B+B International è stata intervistata dal Poligrafico per lo speciale “Post Stampa Finitura Digitale” dove il nostro Direttore Generale Davide Dal Col ha espresso il suo concetto di coerenza e di digitalizzazione paragonandolo ad un puzzle in cui ogni tessera rappresenta un tassello del processo produttivo indispensabile per l’ottimale funzionamento del tutto.

Intervista a Davide Dal Col

“Produrre tanto in digitale vuol dire tante produzioni in piccole quantità, che equivale a gestire tanti ordini, che a sua volta significa tanti file da progettare, da verificare in prestampa, e poi tanti documenti di trasporto, tante fatture. Il digitale non è solo la stampa digitale o solo il finishing digitale: certo, la macchina da stampa è al centro ed è un elemento di successo per lo stampatore, ma perché tutto funzioni è necessario digitalizzare tutto il processo, dall’ordine alla consegna. Per questo abbiamo sviluppato strumenti hardware e software per automatizzare il pre ed il post stampa, e qui risiede la nostra unicità, il 100% del nostro business.

Dopo che la qualità di stampa e la produttività digitale hanno raggiunto livelli elevati di efficienza, è necessario rivolgere l’attenzione alla gestione del workflow, al pre e al post stampa, per evitare che si crei un effetto imbuto che destabilizzi tutto il resto. Coerenza è la parola da tenere sempre a mente, perché la produttività delle macchine di finishing deve essere allineata a quella delle macchine da stampa, che a loro volta devono poter contare su un flusso gestionale snello per metabolizzare le commesse senza intoppi.

Formula Digitale di B+B

Una strategia d’impresa che in B+B International è stata sintetizzata nelle parole “formula digitale”, a indicare proprio la molteplicità dei fattori che concorrono al successo finale di un’azienda. «Alcune aziende, come i web-to-print, hanno intercettato questa esigenza prima di altre, però c’è una sostanziale differenza: la gran parte delle aziende che si propongono come w2p propongono prodotti piuttosto standardizzati, quasi un catalogo. La stragrande maggioranza delle imprese lavora invece su un progetto alla volta, quindi ogni volta è come se si dovesse sviluppare un nuovo abito sartoriale per il loro cliente. Ed è proprio tutto l’insieme di approvazioni e revisioni che bisogna accorciare, è l’insieme a dare il vero valore. C’è stata un’accelerazione enorme in questo senso, l’abbassamento delle tirature di per sé amplifica la necessità gestionale e la competizione è sempre più accentuata perché va di pari passo con la maturità del settore, senza dimenticare che il tempo è un fattore molto rilevante per la competitività dei nostri clienti», spiega Dal Col.

PLOTTER KONGSBERG FINITURA DIGITALE

In un’azienda di stampa tutto deve dialogare con tutto: sistemi gestionali con le macchine, le macchine con il pre e il post stampa, e di nuovo il finishing con i sistemi gestionali.

I plotter Kongsberg

Questo dialogo, nel caso dei plotter Kongsberg, è il risultato di una dialettica costruita negli anni con i produttori di macchine. «Inizialmente i plotter erano progettati per svolgere attività di campionatura per il settore del packaging. Venivano inseriti negli uffici tecnici di cartotecniche e scatolifici per realizzare il prototipo da presentare al cliente prima di ricevere l’ordine, e questo è stato il loro impiego fino agli anni Duemila. Verso la metà degli anni Novanta, alcune aziende con cui Kongsberg collaborava sono andate a presentarle quello che stavano realizzando. Delle macchine da stampa digitale dirette. Parlo di Scitex, VUTEk, Durst, Agfa… Tutte aziende che avevano intuito che sì, potevano sviluppare una macchina da stampa digitale che consentisse di stampare in maniera diretta sui vari materiali, ma che senza un finishing adeguato, e quindi digitale, le loro macchine da stampa avrebbero avuto poco mercato. Kongsberg ha accettato questa sfida. Con la collaborazione di tutti i produttori di materiali stampabili : carta e cartone e supporti rigidi come il forex, il plexiglass, il dibond, e poi il roll-to-roll come il vinile, l’adesivo, i banner, i tessuti – ha sviluppato una tecnologia di produzione. Questa mirava non più solo alla campionatura ma a soddisfare tutte le esigenze in termini di applicazioni: oltre il taglio e la cordonatura, anche la fresatura di materiali rigidi o il taglio di materiali in bobina, con la garanzia di un registro tra stampa e taglio (perché non erano più i materiali “neutri” della prototipazione ma materiali stampati). Un processo di collaborazione che è tutt’ora in corso, tanto che in alcuni centri demo di grandi produttori di macchine da stampa, come HP a Barcellona, ci sono le nostre tecnologie di finishing digitale», spiega Dal Col. Lo sviluppo di queste soluzioni non si ferma, e anzi sempre più spesso – conferma il Direttore Generale di B+B International, si accompagna a soluzioni di robotica collaborativa, per l’automatizzazione completa delle linee produttive.

Versatilità in produzione: molti materiali per produzioni diverse

Uno dei punti di forza di queste soluzioni è la quantità di tipologie di supporti che sono in grado di gestire. La possibilità di lavorare una grande varietà di materiali è stata determinante per molti stampatori in questi ultimi mesi. « L’impatto del Covid-19 è stato drammatico per i nostri clienti. Molti operano nella produzione di materiale stampato per fiere, esibizioni, eventi… alcuni hanno subito un calo fino a -60% sul loro mercato di riferimento. Tuttavia queste stesse aziende grazie alle nostre macchine hanno trovato una “valvola di sfogo” nei prodotti anti contagio: parafiati in plexiglass, segnaletica, mascherine. Molti clienti ci hanno confermato che hanno stampato molto poco ma che hanno tagliato e fresato tantissimo. Questo perché quelli prima citati erano gli unici prodotti che il mercato richiedeva in quelle settimane. Detto questo, una cosa è stata chiara a tutti: anziché rincorrere l’incremento produttivo è bene fermarsi un attimo e chiedersi come migliorare la gestione della propria azienda, con il controllo dei costi e la riduzione degli sprechi, ed è assolutamente necessario farlo in un momento come questo. La pandemia, come tutti i momenti di grande crisi, mette fine a delle opportunità ma ne apre delle altre e accelera processi che erano già in corso», conclude Dal Col.

Ringraziamo il Poligrafico per aver incluso B+B nel suo speciale post Stampa.